Cybercriminali, grandi rischi per grandi guadagni

I cybercriminali, i pirati informatici, sono un fenomeno globale in continua espansione e sono in grado di colpire dalle persone comuni alle grandi aziende e alle infrastrutture governative, creando non pochi disagi. Il perché della continua crescita di questo fenomeno è molto semplice e riconducibile a due fenomeni. Il primo è che le informazioni più importanti e molti dei dati sensibili sono in rete; il secondo è che un “lavoro” molto redditizio.

Questo risulta da una ricerca casualmente effettuata dalla Recorded Future durante un’attività di investigazione da cui è emerso che, mediamente, un cybercriminale guadagna di 1.000 a 3.000 dollari al mese, ma c’è chi raggiunge punte di oltre 20mila dollari arrivando persino a 200mila mensili.

“Il 20% degli hacker guadagna oltre 50mila e fino a 200mila dollari al mese. Ed è puro profitto”, spiega Andrei Barysevich di Recorded Future.

Cifre che fanno riflettere, ma che non stupiscono se confrontate con il giro d’affari solo del dark web usato per la vendita di droghe, frodi finanziarie, pedo-pornografia e da organizzazioni terroristiche.

Dalla ricerca è emerso un altro dato rilevante: sebbene esistano delle organizzazioni strutturate la maggior parte dei cybercriminali opera in maniera autonoma. Inoltre, gli hacker sono spesso insospettabili, persone senza alcun precedente penale e con un lavoro onesto, fuori da ogni stereotipo del criminale modello.

Per arginare questo fenomeno, un giro di affari da 300 a 500 mila euro al giorno, la polizia europea sta intensificando controlli e continue operazioni anti hackers.

L’ultima operazione ha portato all’arresto di 16 persone in Italia, componenti di gruppi cyber-criminali. Milioni di euro, mensilmente, venivano trafugati mediante l’utilizzo di domini internet di appoggio a cui facevano capo ignari intestatari. L’attività fraudolenta messa in atto, prevedeva pochi passaggi – spesso automatizzati –  che sfruttavano come sempre le falle presenti in molti siti internet, colpevoli di mancati aggiornamenti o dell’utilizzo di plugin scaricati illegalmente dalla rete

 

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