Nasce la legge sui Robot: l’europarlamento regolarizza la robotica

La tecnologia e la robotica fanno continui passi in avanti verso una evoluzione elettronica più vicina e strabiliante di quanto si possa credere. Certamente, siamo ancora lontani dalle letture fantascientifiche di Aasimov o dalle visioni catastrofiche di Skynet e Terminator, ma l’intelligenza artificiale è ormai parte della nostra quotidianità, tanto da essersi sviluppata nel corso degli anni la roboetica: quella branca dell’etica che si occupa di regolare, valutare e limitare lo sviluppo della tecnologia robotica, considerando il suo impatto nei rapporti con l’uomo e con la società umana in generale. In particolare, vengono presi in considerazione diversi aspetti: sociale, etico, umanitario e anche ecologico.
Oggi, però, una semplice regolamentazione non sembra essere più sufficiente, tanto che un gruppo di lavoro della Commissione Europea sta preparando un documento per promuovere uno status giuridico dei robot. Mady Delvaux è il parlamentare promotore della legge, il cui scopo è quello di andare a colmare i vuoti legislativi legati alla giurisprudenza attuale. Il compito non sarà semplice, a partire dalla classificazione delle diverse tipologie di robot, considerando la differenza che passa tra un frigorifero intelligente, un auto che guida da sola, un drone e un robot chirurgico.

Altro punto focale del testo sarà la definizione di “intelligente” riferito a un oggetto. Si tratta, infatti, di rendere oggettivo un qualcosa che non lo è, ma che dipende da determinati valori che devono soggettivamente essere considerati come standard di partenza.  Il legislatore lussemburghese, fautore della legge, propone di prendere in considerazione quattro caratteristiche: la capacità di acquisire autonomia tramite sensori e/o scambio di dati con l’ambiente circostante e analisi di tali dati; la capacità di apprendere attraverso l’esperienza e l’interazione; la forma del supporto fisico del robot; la capacità di adattare il proprio comportamento e le proprie azioni all’ambiente circostante.

Una volta trovata questa definizione sarà necessario stilare leggi su tutti gli aspetti: dalla proprietà della macchina, ai codici che regolano il software, dalle responsabilità in caso di incidenti (come quello successo non molto tempo fa in cui ha perso la vita un uomo al volante di una macchina a guida automatica) ai profitti che queste macchine possono generare (se un robot disegna un quadro che viene venduto di chi sono i proventi?); dalla quantità di autonomia che le macchine possono avere a un codice etico di condotta.

La strada verso un disegno di legge è ancora lunga e decisamente tortuosa. Il segnale però è forte e importante, perché, di fatto, le macchine sono tra noi.

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